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Pizza: icona nazionale

 

Se pensiamo all’Italia, ai suoi sapori e alle sue tradizioni culinarie, ci accorgeremo sicuramente di aver già immaginato la Pizza.

La pizza, o come è volgarmente chiamata, “Tutto ciò di cui ho sempre bisogno”, consiste in un impasto, solitamente di farina ed acqua, che viene spianato, condito e cotto al forno.

E se dovessimo pensare ai tipi di pizza, quali sono i primi a venirci in mente, i classici intramontabili, le bestie sacre della gastronomia napoletana?
Proprio loro, Margherita e Marinara.

Deliziando i vostri palati, o preparando questo tipo di pizze, vi siete mai chiesti di come abbia avuto origine una tale leggenda?

 

 

Margherita, gli albori della leggenda.

 

Si narra che la pizza margherita sia stata un’invenzione del cuoco Raffaele Esposito, ma non è del tutto esatto.
Il cuoco campano ha avuto il merito di dare soltanto il nome ad un cibo già esistente.

Nel giugno del 1889, il proprietario della pizzeria “Pietro… e basta così” (Oggi pizzeria Bardi), è stato chiamato a corte dal re Umberto I e la regina Margherita di Savoia. Esposito cucinò tre tipi di pizze, le più comuni al tempo; la regina s’innamorò di una di quelle, condita con i colori della bandiera italiana: il rosso del pomodoro, il bianco della mozzarella e il verde del basilico.

Quando la moglie del sovrano chiese come si chiamava quella straordinaria pietanza, Raffaele Esposito le rispose “Margherita”, dedicandole la pizza più famosa di sempre.

Marinara, n’sapuriscila nu pocu

 

La marinara fu la seconda pizza ad avere un nome.

La prima fu la pizza alla Mastunicola, condita con strutto e formaggio, che non è più presente nei menù delle pizzerie moderne, a causa della sua eccessiva indigeribilità.

Ma perché chiamarla marinara, quando tra i suoi pochi ingredienti non c’è nulla che faccia riferimento al mare?

Si dice che nasca nel ‘700.

A quel tempo i marinai del porto di Napoli erano soliti mangiare la pizza al pomodoro condendola con le acciughe, ma quando la pesca era poco fruttuosa e il prezzo dei pesci troppo elevato, limitavano i condimenti ad una “banale” salsa di pomodoro.

Pare che il pizzaiolo di fiducia di questo gruppo di marinai, però, si fosse stancato di ascoltare le continue lamentele sul sapore poco deciso delle sue creazioni, e all’ennesimo n’sapuriscila nu pocu, aggiunse un ingrediente poco costoso: l’aglio, dando vita alla marinara che oggi tutti noi conosciamo.

 

 

 

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